LE ADOZIONI NON HANNO GENERE. IL PUNTO DI VISTA DELLE FAMIGLIE ARCOBALENO

Laura Zani, Velia Bianconi, Giulio Stefani

“Penso che le adozioni da parte di genitori dello stesso sesso dovrebbero essere consentite esattamente come le altre. Il punto non è chi sono i genitori, il punto è se riescono a creare un ambiente in cui il bambino o la bambina possa crescere serenamente’’. Non usa mezzi termini Laura Mentasti, referente bresciana di Famiglie Arcobaleno, che abbiamo incontrato il 10 dicembre 2018.

Nel primo numero di Voltalacarta dell’anno scolastico 2018/2019 avevamo già trattato il tema delle adozioni da parte di persone dello stesso sesso, affrontandolo dal punto di vista generale. Abbiamo quindi cercato di sondare la posizione di un’esperta, chiedendole cosa  pensa del fatto che molti personaggi, soprattutto nel mondo politico, si oppongono a tale tipo di adozione. “Ciò che dovrebbe preoccupare un personaggio politico e/o pubblico dovrebbe essere che bambini e bambine crescano in un ambiente sano – ha commentato Mentasti – tutti i tribunali si stanno esprimendo a favore del riconoscimento di coppie esistenti, poiché devono garantire il massimo riguardo nell’interesse del bambino… E allora perché la contrarietà, se non per ragioni puramente ideologiche di principio, ma non appagate da una realtà dei fatti? Quindi trovo gli atteggiamenti ostili dei politici assolutamente sconcertanti e contrari al ruolo che dovrebbero invece rappresentare’’.

Siamo poi andati a scavare più a fondo nelle ragioni alla base di questa forma di discriminazione, chiedendo alla nostra interlocutrice cosa possa spingere molte persone con alti poteri decisionali ad essere contrari alle adozioni da parte di coppie omosessuali; ci ha risposto che molti parlano della necessità di avere un padre e una madre, e non, come dovrebbe essere, dei genitori consapevoli, ricordando anche due elementi su cui è ormai impossibile chiudere un occhio. In primo luogo la quasi totalità degli studi dimostra come, per un bambino, avere due genitori dello stesso sesso o di sessi differenti non provochi alcuna differenza nel processo di crescita. Inoltre i problemi familiari gravi sono altri, come i casi di violenza domestica. Mentasti ha anche ricordato che le difficoltà che questi bambini a volte riscontrano non sono dovute alla loro situazione familiare, ma a come la società (e soprattutto la nostra realtà italiana) sia talvolta discriminatoria e, di conseguenza, impreparata ad accogliere pienamente i bambini, agendo sulla base di pregiudizi di cui non riesce a liberarsi.

Nonostante questo panorama non certo roseo, nelle parole di Laura Mentasti abbiamo notato un convinto ottimismo, che deriva dalla sua esperienza personale con la figlia Sofia di dodici anni, cresciuta con due madri, che fin da piccola è stata accolta da adulti e coetanei come una di loro, eccezion fatta per alcuni rari casi di intolleranza. “I politici vogliono farci credere di essere persone ‘cattive’ e che sia giusto così – ha concluso Mentasti – ma spesso istinto, cuore, testa o forse l’insieme delle tre, ci spingono ad essere persone migliori di quelle che noi stessi pensiamo di essere, e a fare quindi la cosa giusta, sempre e comunque: includere il diverso, anche se ci può spaventare, e imparare così gli uni dagli altri”.


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