Ti perdi e ti ritrovi, tutto questo nella musica

di Victor Laudy e Serena Tella

“Perditi nella musica nel momento in cui ti appartiene”, canta Eminem nella sua canzone Lose Yourself.

Ma quanto si perdono i giovani di oggi nella musica? E quale musica gli appartiene? Da un sondaggio effettuato in due classi prime e in due classi quinte del nostro Liceo, rispettivamente 1°A LES, 1°E LSU, 5°A LES e 5°E LSU, emerge che si “perdono” nella musica per buona parte della loro giornata: la maggioranza di loro passa mediamente dalle 3 alle 5 ore all’ascolto; nelle classi prime il dato è del 56,4%, mentre nelle quinte sale addirittura al 62,4%, ovvero quasi due studenti su tre. Anche chi ascolta musica per meno tempo, comunque, lo fa per almeno un’ora: sono il 41,2% dei ragazzi di prima, contro il 34,4% di quelli di quinta. Il dato generale porta quindi a dire che oltre nove studenti su dieci ascolta molto spesso musica durante la propria giornata.

Ma attraverso quali strumenti? Sempre dal sondaggio emerge che la quasi totalità degli studenti e studentesse ascolta la musica usando soprattutto applicazioni di streaming musicale, come Spotify o YouTube. Si è chiesto loro poi quale tipo di “appartenenza” vivono con la musica: su questo il dato risulta essere più o meno omogeneo sia per le classi prime sia per classi quinte. Anche se cambiano le posizioni, la sostanza rimane la stessa: l’Hip-Hop , il Pop, il Rap occupano le prime tre posizioni, anche se tra le prime classi del nostro Liceo al primo posto per genere si trova l’Hip-Hop, mentre tra le quinte il Pop; il dato invece si inverte se pensiamo che nelle quinte si ama maggiormente la musica Pop rispetto all’Hip Hop. La musica Rap occupa in entrambi i casi il terzo posto, e per le quinte questa è accompagnata dalla musica classica e dalla Trap. Nelle classi prime tutti i generi musicali sono ascoltati da almeno una persona, cosa che non avviene nelle quinte, dove pare che ci sia una minore desiderio di scoperta dei generi e una maggiore consapevolezza di ciò che piace. Nelle quinte infatti nessuno pare ascoltare Acid jazz, Epic metal, Chemical beat, Revival da discoteca, K-Pop, Jungle, Liscio, Hard Core, New-Wave, Hard House/Trance, SKA e dark.

I ragazzi e le ragazze della nostra generazione, i cosiddetti “millennials”, ascoltano quindi molta musica. I motivi potrebbero essere tra i più disparati. Sicuramente tra questi la ricerca di svago, dedicarsi momenti di solitudine e distrazione, o trovare un “luogo” sicuro che gli appartiene. Da non trascurare la facilità con cui si accede alla musica: le applicazioni di streaming permettono di trovare qualsiasi canzone si desidera senza avere il peso di un vinile, CD/DVD o musicassetta e il suo riproduttore. Emerge chiaramente una passione per la musica più recente, mentre è indicativo che tra i generi più ascoltati ci sia la musica da discoteca. Infine, rispetto ai contenuti è da notare un interessamento ai temi attuali: il mondo del Rap affronta da sempre temi sociali quali la violenza di genere, critica alla politica e denuncia le condizioni di decadimento sociale.

“Senza la musica la vita sarebbe un errore”, diceva Nietzsche nel suo Inno Alla Vita e sembra che gli studenti e le studentesse del De André abbiano assimilato bene questo concetto, data la quantità di tempo dedicato all’ascolto di musica di ogni genere.

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