La cattiva tecnologia del nuovo secolo

di Zarrien Chaudhary

La maggior parte degli adolescenti oggi vive più nella vita virtuale che in quella reale. Ragazzi che svolgono tutte le loro attività attraverso Internet e spesso passano intere giornate in rete invece che uscire di casa: uno studio dell’Università di Firenze ci dice che il 21% degli adolescenti è sempre connesso, mentre il 22% ci passa dalle 5 alle 10 ore; tra le piattaforme utilizzate regolarmente al primo posto c’è WhatsApp,seguita daInstagramYoutube e al quarto postoFacebook. Sono molto pochi gli adolescenti, quindi, che stanno lontani da questi dispositivi tecnologici, preferendoli al trascorrere tempo con giochi in scatola o matematici, leggere, piuttosto che ascoltare la musica, fare sport o andare a correre. Adolescenti che fanno un uso eccessivo della rete, svolgono tutto attraverso la tecnologia, giocano sul cellulare, leggono sull’iPad o sul tablet ma anche sul telefono o guardano film o serie tv per svariate ore, effettuano videochiamate con i loro amici o utilizzano servizi di messaggistica, anche se spesso i messaggi inviati possono essere male interpretati.

I PRO E I CONTRO DI QUESTA RETE INTERNET. Gli aspetti positivi sono noti a tutti: rende la vita più facile, permettendo di risolvere le esigenze più velocemente e comodamente. Comunicare a distanza o fare ricerche su una rete, ad esempio utilizzando un traduttore, è un metodo sicuramente più veloce rispetto all’uso del dizionario, risultando essere molto utile in ambito scolastico. Purtroppo sono presenti anche aspetti negativi: molto spesso capita che i ragazzi inizino a chattare con gente sconosciuta o a volte le foto che vengono pubblicate sui social, nel tempo, vengono utilizzate per scopi non corretti come il cyber bullismo, conseguente alla diffusione di filmati o foto inopportune.

L’uomo ha elaborato innumerevoli invenzioni importanti e si è dotato di un insieme di strumenti tecnologici. Essi sono stati introdotti per aiutarlo nella vita di tutti i giorni, ma oggi succede il contrario: non servono più solo ad aiutare l’uomo, ma non ne si può più fare a meno. Se la tecnologia da un lato ha permesso di comunicare e restare in contatto, d’altra parte questo uso è anche sfuggito un po’ di mano. Eppure sempre più persone sono connesse 24 ore su 24 ad una rete Internet.

Se ci pensiamo bene i giovani, ma anche gli adulti, non possono più fare a meno di Internet, soprattutto dei social come WhatsApp, Instagram, Facebook, Snapchat, Twitter oppure Tit Tok. Perchè questi ormai fanno parte della nostra vita e gli adolescenti hanno un obiettivo comune, ovvero quello di condividere una parte o tutta la propria vita con altre persone ed è proprio questo che fanno ad esempio le influencer o comunque chiunque abbia una certa fama, soprattutto i ragazzi.

DIPENDENZA DALLA TECNOLOGIA. Anni fa, quando non era ancora presente la tecnologia digitale, non si passava il proprio tempo libero ad usare tablet o telefoni, ma si andava a giocare all’aria aperta. I giovani d’oggi invece fanno spesso tutto il contrario: chiusi nella loro stanza e attaccati ad aggeggi tecnologici, giocando con i videogiochi. Gli adolescenti, quando stanno per uscire, la prima cosa che fanno è controllare se hanno preso il telefono. Non è raro incontrare per strada, anche bambini, che parlano al telefono con amici, seppur questi apparecchi siano più grandi delle loro facce. Studi sono in corso per capire se le onde elettromagnetiche diffuse dai telefoni possano causare danni al cervello, ma è sicuro che un uso eccessivo può danneggiare la vista a causa della luce blu degli apparecchi tecnologici. Inoltre molti ragazzi sfruttano la rete internet per stalkerare, perché la maggior parte dei giovani accetta richieste senza sapere chi ci sia dall’altra parte: 350 sono i minori che subiscono violenze online ogni anno in Italia, come ci dicono i dati diffusi dalla Polizia postale. I ragazzi di oggi vengono anche chiamati “nativi digitali”, ovvero nati nel periodo in cui la tecnologia fa parte del vivere quotidiano. Questo può creare dipendenza. Cosa si può fare per arginarla, soprattutto tra gli adolescenti? Prima di tutto domandarsi se sia necessario compiere gesti o atti attraverso uno schermo quando invece lo si può fare dal vivo, specialmente quando c’è la consapevolezza che questo sia meglio di un rapporto virtuale.

Esistono alcuni metodi che si possono adottare per ridurre la dipendenza dagli strumenti tecnologici come il telefono. Per esempio è possibile tenerlo senza connessione quando si fanno i compiti o quando non lo si utilizza: questo permette di evitare distrazioni: la maggior parte delle volte in cui si riceve una notifica veniamo avvertiti e questo coglie la nostra attenzione. Disconnetterlo significa potersi concentrare su altre attività per poi recuperare la propria vita virtuale quando ce lo si potrà permettere. E’ anche possibile nasconderlo: tenere il telefono lontano può essere utile perché in questo modo, non avendolo vicino, non si avrà la tentazione di usarlo. Infine non tenerlo in stanza durante la notte: prima di andare a letto, tenere il telefono lontano, non solo perché danneggia gli occhi, ma anche perché può portare le persone ad utilizzarlo e quindi diminuire le ore di riposo. Ci si deve riposare anche dall’uso del telefono!

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