Chiacchierata con un attore

di Enea Scolari

Alessio Boni, famoso attore italiano originario di Sarnico (BG), si è presentato alla nostra scuola il 25 novembre 2019 in occasione della proiezione di un suo film: “Quando sei nato, non puoi più nasconderti” (2003), per regia di Marco Tullio Giordana. Dopo la proiezione, Boni è stato disponibile per una chiacchierata sul film e sulla sua carriera con gli oltre centocinquanta studenti presenti. Anche noi gli abbiamo posto personalmente qualche domanda.

Qual è il film che hai più amato tra quelli che hai fatto?

Innanzitutto premetto che tutti i film a cui partecipo mi piacciono per il tema che affrontano, per la sceneggiatura e perché m’intrigano le caratteristiche dei personaggi, quindi li interpreto tutti molto volentieri. Però c’è un personaggio che mi ha colpito per tutta una serie di motivi, per com’è andato e perché da lì è cambiata la mia carriera. Prima de “La Meglio Gioventù” (2002), io dovevo fare i provini, dovevo cercare di farmi prendere dal regista; qualche volta arrivavo a fare due, tre provini per poi non essere preso. “La Meglio Gioventù” è andato poi al festival di Cannes dove ha vinto un sacco di premi. Lì mi è cambiata la vita, nel senso che non mi dicevano più:<<Fai questo provino qua per fare questo personaggio là>>. Mi dicevano:<< Signor Boni, io ho questo copione. Le va di farlo?>>. Auguro a tutti i miei colleghi di fare questo salto; perciò sono legato al personaggio Matteo Carati della Meglio Gioventù.

Qual è il personaggio che è stato più difficile interpretare?

Per me il personaggio più difficile è stato Walter Chiari. La miniserie della RAI su Water Chiari, al di là dal successo che ha avuto, anche se è andata bene, mi ha impegnato perché è difficile interpretare una persona vissuta recentemente come lui. Se tu digiti su Internet, esce tutto quanto e chiunque può andare e vedere tutte le sue smorfie, come parlava, le sue interviste, la sua routine e dire: Walter Chiari non era così! Mentre di Matteo Carati puoi dirmi che non ti piace, ma non mi potrai mai dire che non è così Matteo Carati, perché è il mio Matteo Carati e nessuno mi può dire nulla. Quindi quando interpreti un personaggio realmente esistito, è tostissima, perché lo devi rievocare senza imitarlo troppo.

Successivamente a queste domande, Boni ha fatto intendere di avere ancora un sogno da realizzare: l’apertura di una scuola di recitazione. Infine ha chiuso il suo intervento raccontando del suo impegno umanitario e del viaggio recentemente fatto nell’isola di Lesbos in Grecia, nel campo profughi che ospita quattordicimila migranti in condizione disumane.

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